Posa in Opera Parquet

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Prima della Posa in Opera Parquet, dobbiamo fare alcune valutazioni e considerazioni,per essere sicuri di un risultato perfetto, è importante che la messa in opera del parquet avvenga nel momento giusto.
Si può procedere con la posa solo quando i lavori di muratura, di idraulica e di elettricità sono terminati; la porta d’ingresso e le finestre sono state installate mentre i vetri sono stati montati; nel caso del prefinito, le pareti sono già state tinteggiate e risultano perfettamente asciutte.

Il massetto può essere costituito da diversi materiali: il più comune è quello cementizio, mentre altri sono pannelli a base di legno, sabbia, pavimentazioni pre-esistenti.

Il massetto di cemento, di spessore di almeno 5 cm, ha bisogno di un opportuno tempo di indurimento e stagionatura (da 15 a oltre 90 giorni), che può variare a seconda del tipo di cemento (chimico a rapida essiccazione o tradizionale), dello spessore e delle condizioni del cantiere.

Deve garantire rigidità e resistenza, per sopportare senza deformazioni i carichi statici e dinamici previsti in base alla destinazione d’uso della pavimentazione. Non deve contenere tubi (è bene che questi siano nello strato inferiore) e deve essere posto in opera su una barriera vapore interposta tra gli ultimi strati.

È possibile utilizzare il pavimento esistente come sottofondo per il nuovo rivestimento in parquet. Occorre però, per prima cosa, per esempio nel caso di superfici in piastrelle o marmo, verificare la perfetta adesione di queste al sottofondo.

La tecnica di incollaggio consiste nel posare i listoni di legno incollati al sottofondo. Dopo la scelta del lato della stanza da cui iniziare da valutare anche a livello estetico,  si procede alla posa delle prime tavole rivolgendo l’incastro femmina verso la parete. Con appositi cunei si distanzia quindi il parquet dalla parete di 10 mm circa su tutto il perimetro.

È consigliabile posare prima a secco alcune corsie di listoni di legno per facilitare la disposizione delle doghe (la scelta delle tavole va effettuata aprendo più pacchi del parquet), la valutazione di lunghezze e larghezze e l’eventuale taglio su misura a fine corsa. Quindi si può ridisporre le corsie create sovrapponendole in ordine, appena fuori dall’area di posa, e stendere il collante idoneo, in modo uniforme, per mezzo di una spatola.

A questo punto si può procedere alla posa degli elementi lignei come precedentemente disposto, evitando di sporcare la superficie a vista delle doghe con collanti.

Se non si vuole incollare il parquet sul vecchio pavimento, l’alternativa è la posa flottante. In entrambi i casi, è necessario provvedere al taglio del bordo inferiore delle porte interne.

Il sistema di posa flottante, detto anche galleggiante, consiste nell’appoggiare i listoni di legno sopra un materassino o una guaina, incollandoli solo negli incastri.
Questa tipologia di posa permette all’intera area posata di flottare unita durante i normali assestamenti del legno.

È necessario predisporre sul sottofondo un materassino di materiale espanso o un feltro di circa 2 mm di spessore, con lo scopo di uniformare il contatto del parquet galleggiante col piano di posa e di impedire la formazione di zone a diversa sonorità.
Questo strato va risvoltato sulle pareti, dietro al battiscopa. Il materassino deve avere una densità in grado di resistere a carichi dinamici o statici per il il tipo di destinazione d’uso previsto per la pavimentazione.

Dopo la scelta del lato della stanza da cui iniziare, si procede alla posa della prima tavola, rivolgendo l’incastro femmina verso la parete.
È bene distanziare con appositi cunei l’inizio parquet dalla parete per una distanza di 10 mm circa.

L’utilizzo del legno nelle pavimentazioni riscaldate è un salutare rimedio. Isolante per natura, questo materiale impedisce il contatto diretto con il calore emesso dai pannelli radianti, migliorando notevolmente il comfort abitativo e garantendo un livello di calore atmosferico più idoneo.

La presenza o la costruzione di unmassetto riscaldante non comporta problemi, a patto che vengano scelti elementi di dimensioni ridotte ed essenze stabili, come il teak. Questo è importante per limitare l’ampiezza delle fessurazioni che nel tempo potrebbero formarsi tra i singoli elementi della pavimentazione in legno.

In questi casi vengono consigliati solo pavimenti completamente incollati e alcuni tipi di pavimenti galleggianti. Per l’incollaggio è necessario utilizzare prodotti appositamente studiati per la posa su massetti riscaldanti ed eventualmente anche rinfrescanti. Gli adesivi devono essere in grado di consentire i movimenti del parquet, che in questo caso saranno più accentuati. È inoltre indispensabile prevedere, al di sopra del massetto contenente gli impianti, uno strato di isolamento termico e una barriera al vapore, al fine di evitare la formazione di condensa nel sottosuolo.

parquet sopra pavimento riscaldato

I fattori da tenere in considerazione sonotemperatura e umidità. È infatti opportuno mantenere i locali a una temperatura di almeno 15 °C e un’umidità relativa dell’aria compresa tra 45% e 65%.

Premesso che l’impianto di riscaldamento deve essere costruito a regola d’arte e che le tubazioni circolanti nel pavimento devono essere coperte da un massetto di 3-5 cm, prima della posa del parquet, è consigliabile azionare l’impianto di riscaldamento aumentando gradatamente la temperatura dell’acqua, fino al raggiungimento della temperatura ambientale di circa 20-25° e mantenerla costante per circa 15 giorni consecutivi.

La tipologia di posa consigliabile da adottare è quella con sistema di incollaggio, evitando di lasciare camere d’aria fra il massetto e i listoni di parquet (che ridurrebbero la resa termica) e provvedendo all’incollaggio totale degli elementi lignei al sottofondo.

Per un’eventuale posa flottante va presa in considerazione un’apposita guaina idonea alla trasmissione del calore. In linea generale, è consigliabile posare un parquet con uno spessore totale non superiore a 16 mm, spessori superiori trasmettono meno calore.

Non tutti i legni possono essere posati su massetti riscaldati: è sconsigliato posare le specie legnose più igroscopiche come faggio, wengè, acero, larice e abete.

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